LE REGOLE DI UN VOTO

Masaccio_Il Tributo, dopo il restauro. Cappella Brancacci, Santa Maria del Carmine, Firenze , Santa Maria del Carmine, Firenze

Masaccio – Il Tributo – Cappella Brancacci – Santa Maria del Carmine, Firenze

  1. Il Diritto Canonico nel canone 1191, definisce il voto come “promessa libera e consapevole circa un bene migliore e possibile, fatta a Dio” e, riprendendo questa definizione, il Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 2102) specifica: “il voto è un atto di devozione, con cui il cristiano offre se stesso a Dio o gli promette un’opera buona. Mantenendo i suoi voti, egli rende pertanto a Dio ciò che a lui è stato promesso e consacrato”.
  2. Per specificare natura e obblighi del voto, il Diritto Canonico nel canone 1192   precisa che “il voto è pubblico, se viene accettato dal legittimo Superiore in nome della Chiesa”, come ad esempio nel caso dei religiosi, “diversamente è privato”. Il voto cessa nel caso sia trascorso il tempo eventualmente fissato per il suo compimento o in caso di dispensa che, si precisa nel canone 1196, può essere data anche dal “parroco, relativamente a tutti i propri sudditi e pure ai forestieri.”
  3. Quindi chi fa un voto si lega a Dio e si impegna ad attuare quello che ha promesso. Non sono pochi i cristiani che hanno fatto o fanno un voto, come, per esempio, quello di recarsi ad un Santuario a piedi, in segno di penitenza, o costruire una cappella in onore della Madonna per ottemperare a una grazia ricevuta.

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